“L’eccellentissimo Messer LEONARDO SINCIA DE SERMONETA Governatore de TOSSIGNANO, FONTANELICE et luoghi annessi ordina et comanda che lo jorno ultimo de carnevale se faza et se dextrebovisca ne la publica plaza polenta et vino in abundantia”.
Così recita il bando istituzionale della festa della Polenta di Tossignano emanato il 1 febbraio 1622. Da allora, l’ultimo giorno di carnevale, viene festeggiato in Tossignano con grandi abbuffate di polenta ben condita con salsiccia e formaggio grana, offerta gratuitamente ai paesani ed ai forestieri. A memoria d’uomo questa festa, che si celebra con qualsiasi tempo, non ha subito interruzioni ad eccezione degli anni dal 1942 al 1945, periodo in cui infuriava la guerra che, tra l’altro, provocò la totale distruzione del glorioso paese di Tossignano. Negli ultimi anni la sagra della Polenta ha avuto un incremento notevole: si è gemellata con feste similari, come quella di Sermoneta (LT) e di Ivrea (TO); ha portato la sua antica tradizione in varie regioni, d’Italia, dove si è fatta apprezzare per l’abilità dei “polentari” e la bontà del prodotto.
Nel maggio 1998 si è costituita ufficialmente in Tossignano l’ASSOCIAZIONE CULTURALE DEI POLENTARI D’ITALIA, alla quale hanno aderito tredici comitati che organizzano sagre o feste della polenta. L’apposito Comitato che organizza la Festa della Polenta di Tossignano provvede anche alla realizzazione di piatti pregiati in edizione artistica variati di anno in anno, decorati a mano da valenti ceramisti della Cooperativa Ceramica di Imola.
STORIA DI TOSSIGNANO
E’ un antico paese arroccato sulla collina gessosa dominante la valle del fiume Santerno, a 17 Km da Imola, all’altitudine di m. 279 sul livello del mare. Conta attualmente circa 500 abitanti.
Non esistono documenti scritti attestanti la nascita del paese ed incerte risultano le origini del suo nome .
In seguito alle invasioni barbariche i coloni romani e le popolazioni abitanti nella valle del Santerno si rifugiarono sui monti circostanti, dando così origine a nuovi insediamenti.Così forse nacque Tossignano.
Per la sua posizione strategica il paese fu coinvolto nella guerra fra Bizantini e Longobardi.Nel 787 Carlo Magno fece dono di Tossignano e di tutta le diocesi di Imola agli Ostiari di Ravenna .
Da questo momento la storia e le vicende di Tossignano sono spesso legate a quelle di Imola, di volta in volta come alleato o antagonista, conservando però sempre le proprie libertà comunali, i propri statuti, il proprio stemma di concessione imperiale:l’aquila nera su campo azzurro.
Il primo millennio si conclude con la nascita a Tossignano del futuro Papa Giovanni X (914-928).
Nel 1153, nel 1181 e nel 1198, mentre infieriscono le lotte fra Guelfi e
Ghibellini, troviamo Tossignano alleato con Bologna e Faenza contro Imola. Ma proprio nel 1198, fattasi la pace fra Imola e Bologna, il paese, abbandonato al proprio destino, fu occupato e distrutto dagli Imolesi, che si vendicarono delle sconfitte subite. I profughi tossignanesi ottennero di costruire le proprie casupole sulla riva destra del fiume Santerno ai piedi del colle rimasto deserto per quattro mesi e nacque Borgo. Risorse pure Tossignano ad opera di potenti famiglie.
Nel 1506 i Bolognesi fecero edificare in Tossignano una rocca imponente sui resti di fortificazioni preesistenti: il paese soffrì scorribande di armati e rappresaglie. Nel 1351 la rocca sostiene la resistenza di Roberto Alidosi, Signore di Imola, che ivi raccoglie truppe con le quali sconfiggere i Visconti di Milano.
Tossignano rimase assoggettato agli Alidosi fino al 1424 con l’interruzione del breve dominio dei Bentivoglio e di Alberico di Cunio conte di Barbiano (1404-1408).
Tra il 1424 e il 1441 passa dal governo della Chiesa a quello dei Visconti, poi ai Manfredi di Faenza che lo cedono agli Sforza.
Passa poi al Duca Valentino (1500) quindi ai Veneziani (1503), al Papa Giulio II (1505) e ancora agli Alidosi (1530) e infine a Ramazzotto dei Ramazotti.
Tra il 1537 e il 1538 Tossignano ricade in mano degli Imolesi che ne smantellano la rocca, cancellando così una delle più belle fortezze della Romagna.
Paolo VI nel 1506 fece di Tossignano un feudo per il Marchese Antonio Carafa e comincia così la serie ininterrotta dei fondatori dello Stato di Tossignano, Fontana, Codronco e annessi: dai Carafa ai Borromei, agli Altemps che rimasero i signori di Tossignano fino al 1700.
Sotto il loro governo il paese progredisce e cresce grazie al lavoro e soprattutto all’impulso di studi e di commerci.Tale sviluppo prosegue con i marchesi Spada di Bologna e Tartagli Marvelli di Forlì ultimo signore di Tossignano che perdette il feudo all’arrivo dei francesi nel 1797.Dopo la caduta di Napoleone, Tossignano ritorna alla Chiesa e farà parte dello Stato Pontificio fino alla proclamazione del Regno d’Italia.
Nell’autunno del 1944, nel pieno svolgimento delle drammatiche vicende del secondo conflitto mondiale, la popolazione tossignanese fu costretta ad abbandonare in massa il paese che divenne un avamposto tedesco.Tossignano a poco a poco venne raso al suolo dai bombardamenti aerei, dai ripetuti cannoneggiamenti delle artiglierie pesanti e dallo scoppio di mine disseminate ovunque. Toccò a Tossignano il triste appellativo di Cassino della Romagna.
Dal 1945 grazie all’immane e ostinato lavoro dei tossignanesi, il paese rinasce.Il provvisorio trasferimento della sede comunale a Borgo, avvenuto nel 1944 a seguito delle devastazioni belliche, con una discutibile decisione del 1954 diventa definitivo, la frazione di Borgo assurge a capoluogo del Comune e Tossignano viene declassato al rango di frazione; inoltre l’antica e storica denominazione “Comune di Tossignano” viene sostituita con “Comune di Borgo Tossignano”.
Di Tossignano rimane però il suo glorioso passato, la sua storia, i ruderi dell’antica Rocca a strapiombo su un caratteristico rilievo della vena del Gesso, la sua stupenda posizione sulla collina dominante l’ubertosa valle del fiume Santerno.
RICETTA DELLA POLENTA DI TOSSIGNANO
Ingredienti per polenta :
acqua, sale e farina di granoturco.
Proporzioni: n.5 litri di acqua per n.1 kgdi farina.
PREPARAZIONE:
Quando l’acqua versata nel capace pentolone viene a temperatura, spargere a pioggia la farina e mescolare con un forcone di legno per un’ora fino a completa cottura.
Versare la polenta ben cotta nella spianatoia di legno e Tagliare la polenta a fette con filo o coltello.
Condire le fette con sugo preparato appositamente con carni suine e bovine, con olio, sale e concentrato di pomodoro.
In fine cospargere le porzioni di polenta con abbondante formaggio grana grattugiato.









