Auser verso l’VIII° Congresso

L’Auser Imola si prepara al suo prossimo congresso” Un Progetto sociale per tutte le età, i diversi colori della solidarietà” che si svolgerà l’1 febbraio 2013 alla Bocciofila di Casalfiumanese.

Il Paese é cambiato e ciò rende inevitabile anche un mutamento politico/organizzativo dell’associazione che deve adeguarsi in particolare alla nuova situazione socio/economica e culturale con novità sia politiche che organizzative.

Dobbiamo farei conti con l’aumento dei soggetti deboli sempre più colpiti dalla crisi. Aumentano, infatti, le diseguaglianze: da un lato il 10 per cento delle famiglie italiane detiene quasi la metà della ricchezza nazionale; dall’altro, oltre due milioni di anziani vivono in condizioni di povertà assoluta, tendenza in continua crescita.

Il liberismo ha demolito, nel corso degli anni, sicurezze che ponevano al centro tre pilastri, l’istruzione, il lavoro, la previdenza. Oggi alla situazione data, richiede  un cambiamento di rotta, che scelga di investire la maggior parte delle risorse  nell’obiettivo di sconfiggere le disparità e ridefinisca un’idea di società dove, oltre  allo sviluppo economico e produttivo,sia assicurato anche lo sviluppo e la coesione sociale. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale ammette oggi  l’errore di valutazione  nel prevedere gli effetti dell’ austerità nei bilanci delle singole nazioni, il risultato è che la medicina sta uccidendo il malato. E’ un problema, non più solo nazionale ma coinvolge tutta l’Europa, il cui modello sociale è tuttora di esempio per tutto il resto del mondo.

Oltre all’unità politica ed economica è indispensabile che l’UE punti a rilanciare un modello sociale inclusivo ed equo, dando maggiore attenzione ai temi della povertà, delle disabilità, della sanità e al superamento delle barriere sociali e culturali. Tutto ciò richiede la conferma ma anche il rinnovamento dello Stato Sociale. Un rinnovamento che non sia di tipo assistenzialistico, ma produttivo; va, infatti, rilanciata l’economia sociale, in termini di prestazioni socio sanitarie e assistenziali integrate, che diano possibilità occupazionale ai giovani valorizzando il lavoro di cura. Insomma, uno Stato Sociale, se inteso in termini innovativi, può diventare concretamente un volano di crescita e sviluppo per il paese.

In tale scenario, l’Auser lancia un progetto specifico, articolato su tre assi fondamentali: politiche e azioni sociali generali, politiche e azioni sociali specifiche, e politiche organizzative.

Da questo punto di vista, vi sono alcune sfide culturali da affrontare:

La prima riguarda il tema dell’invecchiamento attivo, tema fondamentale per noi, perché può diventare una grande opportunità per la società, una fase di vita che va vissuta nella sua interezza in un’ottica di progettualità, che si deve legare a un forte rapporto intergenerazionale; la seconda, riguarda il ruolo delle associazioni sul territorio, per creare una rete di sussidiarietà che dia la possibilità in termini complementari e integrativi all’intervento pubblico, senza sostituirsi a esso, che sostanzialmente agisca costruttivamente per dare risposte qualitative e quantitative adeguate ai bisogni crescenti della popolazione. Auser è oggi un’associazione che rivolge la sua attività in prevalenza verso gli anziani, ma nel frattempo aperta ai bisogni e agli interessi di adulti e giovani e famiglie perché l’intento è di far vivere armonicamente nel territorio e nella comunità il suo impegno sociale e culturale. Vogliamo sempre più essere un volontariato del fare, di proposta, impegnandoci nella direzione d’interventi concreti, ma anche di denuncia delle cose che non vanno, cercando nel frattempo di superare i divari e le ingiustizie che troppo spesso i cittadini devono affrontare. Oggi vi è un disagio sociale crescente, legato alla disoccupazione in particolare giovanile, alla crescente povertà di tante famiglie, agli anziani indigenti e fragili, Auser assieme a tanti altri soggetti sociali deve diventare protagonista di  progetti unitari per tendere a superare /o mitigare tali difficoltà; il terzo aspetto, è la costruzione di una forte alleanza con i centri di servizio per il volontariato, nati e cresciuti per sostenere lo sviluppo del volontariato e la rete delle associazioni.

Nello stesso tempo, per l’Auser è importante il rapporto di relazione e di progetto con la CGIL e lo SPI. Abbiamo compiti e ruoli diversi, ma vorremmo offrire al sindacato la nostra esperienza, le nostre conoscenze per rafforzare le analisi e successivamente i contenuti delle azioni rivendicative come le piattaforme che così potrebbero essere più aperte e condivise, al fine di rendere efficace ed efficiente la contrattazione e la negoziazione sociale territoriale.

    Nel nostro progetto territoriale abbiamo individuato le aree d’intervento:

L’area legata al benessere, alla salute e al rafforzamento del senso di comunità, azioni affrontate attraverso filo d’argento, gli ambulatori, il trasporto sociale, le azioni per la qualità dell’abitare, il turismo sociale, l’area dell’apprendimento per tutte le età, attraverso la programmazione di corsi, laboratori e formazione permanente, il volontariato civico, per la valorizzazione, la tutela dei beni comuni e per la coesione sociale informazione, comunicazione con i vecchi e nuovi strumenti sono infine, attività strategiche per informare, promuovere e far conoscere le nostre iniziative e attività ma sono anche uno strumento per la ricerca di nuove disponibilità di volontari.

 In queste attività  che abbiamo sinteticamente elencato, c’è l’insieme di tutta la rete organizzativa Auser del territorio, fatta si uomini e donne che dedicano un po’ del loro tempo alla solidarietà e alla promozione sociale, e dove il contributo attivo delle donne e sicuramente importante sia per la qualità sia per la quantità, sono la maggioranza degli aderenti alla nostra associazione e in particolare dei volontari attivi, anche se spesso ai livelli di dirigenza non sono pienamente rappresentate.

Anche nel nostro territorio ancora molte persone non conoscono Auser, questo succede anche all’interno del mondo sindacale in particolare nella CGIL.

Dobbiamo recuperare questo limite rafforzando le relazioni  per far conoscere le nostre attività. La nostra è un’organizzazione complessa, che necessita da un lato di competenze e di formazione continua, perché per promuovere, realizzare, mantenere i progetti e le azioni solidali che ci prefiggiamo, abbiamo la necessità di rafforzare le competenze e  qualità delle azioni e delle persone affinché si possa attingere a risorse non solo locali ma anche da fondi europei, nazionali e regionali.

L’impegno per rafforzare la nostra presenza attiva nella società è lo strumento forte per stare concretamente vicino, e portare, il nostro aiuto alle persone deboli e fragili.

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