Cosimo Morelli

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Architetto, abile imprenditore, eccellente progettista, fu uno dei più importanti artefici del rinnovamento neoclassico italiano.

Nacque a Imola l’8 ottobre 1732 da genitori originari di Torricella-Taverne nel Canton  Ticino.

Fin da giovanissimo, insieme al fratello minore Luigi lavorò nei cantieri edili del padre e dello zio, l’architetto Domenico Trifogli. In quegli anni  disegnò la Chiesa di Santa Maria dell’Olivo collocata dietro alla Cattedrale di Imola.

La famiglia dei  “capomastri-costruttori comacini” Morelli, era assai stimata dal Vescovo di Imola Giancarlo Bandi, il quale, a partire dal 1752, commissionò loro importanti lavori che, negli anni,  avrebbero portato alla  trasformazione  della città e alla distruzione di buona parte della sua architettura medievale e rinascimentale.

Nel 1759 Cosimo Morelli  fu a Roma  dove si perfezionò  presso l’architetto Girolamo Theodoli. Rientrato a Imola, nei primi anni sessanta   fu impegnato nella ricostruzione della collegiata medievale di San Francesco a Lugo di Romagna, successivamente realizzò la libreria del collegio dei Gesuiti di Imola, progettò il collegio Trisi di Lugo e il Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Bagnara di Romagna.

Nel 1765, abbattuta  la cattedrale di Imola dedicata a San Cassiano, ne fu iniziata la ricostruzione su suo progetto.

Nello stesso periodo lavorò a Macerata all’edificazione del teatro e al rifacimento del Duomo, si occupò della ricostruzione della cattedrale di Fossombrone e, per la città di Sant’Arcangelo di Romagna,  progettò l’arco trionfale del Papa Clemente XIV.

Architetto di punta della Santa Sede, grazie alla notevoli capacità tecniche e organizzative, nel 1776 ottenne  dal Papa Pio VI, suo grande estimatore, la qualifica di “architetto pontificio” e il titolo di Cavaliere dello Speron d’oro.

In ragione di tali riconoscimenti lavorò a Ravenna, Bologna, Cesena, Ferrara, Osimo; a Roma si occupò della sistemazione dell’acceso alla Basilica Vaticana da ponte Sant’Angelo e del prosciugamento delle paludi pontine, poi della costruzione di Palazzo Braschi.

Tornato a Imola iniziò i lavori della Chiesa di Santa Maria in Regola e dell’Ospedale di Santa Maria della Scaletta, progettò il complesso rurale di Sasso Morelli composto da una villa affacciata su uno spiazzo chiuso da tre quinte di case porticate.

Specialista nella progettazione di teatri, dopo aver presentato un progetto per la Fenice di Venezia, lavorò per i teatri di Ferrara, Jesi e Forlì.

Per Imola disegnò la pianta e lo spaccato del Teatro dei Cavalieri Associati che fu inaugurato il 27 luglio 1782  e andò distrutto in un incendio nel febbraio 1797, si occupò dell’ammodernamento del Palazzo Vescovile e della Chiesa di Sant’Agostino, proseguì i lavori di ristrutturazione del Palazzo Municipale rimasti incompiuti dopo la morte dell’architetto Alfonso Torreggiani  e progettò la Chiesa di Santo Stefano.

Morì a Imola il 26 febbraio 1812 e fu sepolto nella tomba della famiglia Vaini nella Chiesa di Santa Maria in Regola.

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