Arte Tamburini, una prestigiosa carriera

Arte Tamburini

Arte Tamburini

Prestigiosa carriera quella di Arte Tamburini il cui esordio con l’orchestra di Secondo Casadei coincide con l’irripetibile, felice e ricco momento dell’ultimo dopoguerra. La cantante, incontrata a Riolo Terme nell’ambito del concorso “Ri…Cantare a Riolo” organizzato da Giuliana Montalti, è in splendida forma. Siamo seduti nel parco cittadino: lei elegantissima come si conviene ad una vera signora. Fa caldo, ma la vivacità, la spigliatezza e la cordialità dell’artista rinfrescano l’aria. Partiamo dal nome sicuramente originale. I genitori avevano tentato invano per le due figlie maggiori, ma l’Ufficiale dello Stato Civile si oppose categoricamente: “Non è un nome che si può accostare ad una bimba”. Al terzo ed ultimo tentativo però il funzionario comunale non potè rifiutarsi. Acconsentì allo strappo esclamando: “Un nome di donna deve terminare per “a” e non per “e”. Quindi la chiameremo Arta”. E infatti, sull’estratto dell’atto di nascita è riportato proprio Arta, scivolato poi in…Arte per motivi di copione. La cantante, unica superstite dell’orchestra Secondo Casadei, è nata nella fertile campagna di Faenza, ultima di tre sorelle e da genitori contadini (ne va fierissima). Inizia a cantare d’estate proprio a Riolo Terme all’età di sedici anni all’interno di un’orchestra faentina applicandosi al genere “swinger”. Dopo pochi mesi la prima piccola svolta. Debutto al teatro Masini della sua città dove viene notata dal tenore Nilo Ossani che addirittura va a trovarla a casa e si scopre una lontana parentela con la famiglia Tamburini. Così la cantante ha l’opportunità di esibirsi in diverse piazze della Romagna come Forlì, Roncadello, Carpinello ed altre. Nel comune di Giovecca la seconda e decisiva svolta. E’ presente l’orchestra di Secondo Casadei ed il maestro rimane sorpreso dalla voce di Arte. Da poco non c’era più il cantante Giovanni Fantini e così Secondo Casadei, innovatore “ante litteram”, scrittura la prima cantante donna in un’orchestra folkloristica dopo averle chiesto la città di residenza, l’età ed altre informazioni. Doveva necessariamente essere una romagnola doc. La “prima” fu fissata per il mese di gennaio del 1952 a Celle di Faenza. “Orgogliosa  di essere figlia di agricoltori, ho debuttato quel giorno con due canzoni già famose e conosciute dal pubblico: “Grazie dei fior” e “Due gocce d’acqua”. Ero davvero carica di emozione dopo che qualcuno aveva riso di me dicendomi che facevo parte dell’orchestra campagnola delle “aie”. Ero giovanissima e tutto mi sembrava più grande di me, ma ho stretto i denti”. Il maestro Secondo Casadei le offrì un posto fisso nella sua formazione ed elencò tutte le serate future in cui esibirsi. Arte Tamburini accettò solo quella di Novafeltria in Valmarecchia ed alla fine incassò tanti complimenti dagli organizzatori che vollero ricompensarla con un extra di Lit. 3.000, oltre alla medesima cifra pattuita con Casadei. Intanto i mesi passavano ed arrivò il 1954 quando l’orchestra di Secondo Casadei venne invitata a Milano nella sede della casa discografica “La Voce del Padrone – Columbia” per un’incisione. La canzone da trasferire su un 78 giri si intitolava “Casetta mia”, ma il maestro Dino Olivieri si oppose: “E’ troppo riduttivo, occorre ampliare la dimensione dell’oggetto”. E così, tra un suggerimento ed una battuta, si arrivò ad immortalare per la prima volta  “Romagna mia”. Sottolinea Arte Tamburini che allora cantava in coppia con Fred Mariani di Forlì: “Fu subito un grande successo favorito anche dall’influenza  della riviera che faceva da ottima eco alle parole della nostra canzone unica nel suo genere”. Nel 1958 “Romagna mia” finì su un 45 giri raggiungendo picchi di vendite di centinaia di migliaia di copie. A diffondere quelle note contribuì anche l’allora ascoltatissima Radio Capodistria (Koper) e la presenza capillare dei juke box presenti un po’ ovunque. “Romagna mia –dice Arte Tamburini- è nata sotto una buona stella ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il rapporto con l’orchestra di Secondo Casadei terminò il 31 ottobre del 1969 dopo circa diciassette anni di collaborazione. Una nuova esperienza si aprì il 1° novembre del 1969 con “Folklore di Romagna” di cui Arte così parla: “Della neonata realtà facevano parte musicisti indiscutibilmente favolosi con cui ho trascorso trenta anni della mia vita. Sono stata con loro fino al 1986 come cantante ed ho terminato nel 1999 come coordinatrice del gruppo”. Arte Tamburini conclude l’intervista con un’ultima significativa battuta: “Sono una donna felice e senza rimpianti. Per tutto quello che ho avuto ringrazio la mia famiglia e Secondo Casadei”. Ci avviamo verso il palco di “Ri…Cantare a Riolo” dove Arte riceve applausi a mani aperte soprattutto dalle giovani promesse della musica ed un abbraccio da Giuliana Montalti. Una scena d’altri tempi.

 Carla Casadio Prati                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

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