E sì, è tempo della “terza dose”

DI Ivan Mazzanti Presidente Auser circondario imolese

La pandemia sta riacutizzandosi nei mesi invernali come previsto, non siamo ancora al sicuro ma non ci coglie impreparati.

L’elevata percentuale di vaccinati soprattutto nelle persone anziane unita a quella dei giovani e delle persone in età lavorativa ci aiuta a ben sperare e la produzione di un richiamo, la così detta “ terza dose”, ci consente di guardare con cauto ottimismo ai mesi che abbiamo di fronte

Il primo obiettivo è quello di contenere i decessi, il secondo è mantenere una qualità della vita quotidiana apprezzabile che ci consenta le normali attività di sempre anche se dobbiamo usare qualche precauzione in più.

La rete di protezione creata dalle istituzioni sanitarie, l’esperienza che hanno acquisito in questi due anni di pandemia sta dando i suoi risultati: tutti noi dobbiamo collaborare vaccinandoci.

Non possiamo ricadere nella solita emergenza che abbiamo visto e subito nei due anni precedenti e che tanti danni ha causato anche sui cittadini affetti da altre patologie gravi con ritardi negli esami e nelle visite diagnostiche, nei ricoveri per mancanza di posti letto o di interventi per indisponibilità delle sale operatorie e del personale medico ed infermieristico, nella paura di dover andare in ospedale.

Stiamo cautamente riprendendo la vita di sempre o quasi anche se dobbiamo usare qualche precauzione; questa tendenza ci consente di uscire di casa e di riprenderci la nostra socialità, giovani, meno giovani ed anziani e non è poco perché è l’insieme di queste buone pratiche che ci rassicura e ci consente, ognuno coi propri tempi , di uscire dalla sindrome della solitudine quale arma di difesa personale che abbiamo adottato nei mesi passati e che ancora persiste in modo massiccio nelle persone anziane.

Nella rete delle buone pratiche le Associazioni del volontariato hanno fatto e possono fare molto, ora non solo quelle che operano in ambito sanitario che intervengono a supporto delle persone con qualche problema sanitario ma soprattutto quelle che operano in ambito sportivo , culturale , ricreativo e sociale perché con la ripresa della loro attività in sicurezza danno il segno della normalità ritrovata, riportano equilibrio e ci aiutano a pensare di nuovo positivo e non è poco.

Dobbiamo sapere che tutto questo non è un sogno ma può essere possibile se continuiamo , con la stessa tenacia dimostrata fino ad oggi, la nostra battaglia individuale e collettiva contro il virus rendendoci immuni con la così detta “terza dose” e che l’efficacia della stessa in termini collettivi è tanto maggiore quanto minore è il tempo in cui noi restiamo scoperti dagli effetti della seconda vaccinazione.

L’Azienda Sanitaria è pronta, ha già iniziato a vaccinare con un programma che ricomincia dai più anziani, dalle persone più esposte e da quelle più a rischio.

La rete delle Associazioni di volontariato sanitario , facendo tesoro dell’esperienza maturata, sono pronte con i propri volontari infermieri a collaborare, se necessario come nella prima e seconda campagna di vaccinazione , per integrare il personale dell’ AUSL in questa attività straordinaria affinché non vengano sguarnite o temporaneamente ridotte le altre attività territoriali ed ospedaliere. l’Auser ha potenziato i propri servizi di accompagnamento anche con veicolo attrezzati per ottimizzare i tempi dell’attività delle equipe mediche vaccinali portando agli ambulatori gli anziani ed in genere i cittadini che lo richiedono perché impossibilitati a raggiungere gli stessi.

Può sembrare poca cosa ma è solo collaborando insieme, ognuno mettendo a disposizione quello che può dare , che si contengono i danni di questo flagello quale è il COVID 19 : il contributo richiesto ad ognuno di noi è quello di vaccinarci con la “3* dose” : facciamolo.

 

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